Roma, 2 giugno 2009
"Non si può permettere che i 430 precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale perdano il posto di lavoro per il mancato rinnovo del loro contratto". Così Umberto Guidoni, eurodeputato di Sinistra e Libertà, commenta l'invio della lettera ai Ministri Prestigiacomo, Gelmini e Brunetta ed al Prefetto Grimaldi, commissario straordinario dell'Istituto, per invitarli a trovare una soluzione adeguata al problema dei precari di ISPRA.
"La ricerca ha bisogno di risorse umane ed economiche - continua Guidoni - e mettere alla porta 430 precari di un Istituto di ricerca legato al Ministreo dell'Ambiente rappresenta una sconfitta su tre fronti: quello del lavoro, della ricerca e dell'ambiente".
Segue il testo della lettera.
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Gentile Ministro Prestigiacomo,
Gentile Ministro Gelmini,
Egregio Ministro Brunetta,
Egregio Prefetto Grimaldi,
in questi giorni è stata sottoposta alla mia attenzione la questione del rinnovo dei contratti di 430 lavoratori precari dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
In considerazione della gravità della prospettiva di un numero così elevato di mancati rinnovi, scrivo per invitarVi a verificare e valutare tutte le opzioni che permettano di evitare l'implementazione di una misura così drastica.
Per quanto rilevanti, le motivazioni che impediscono il rinnovo del contratto di lavoro di una parte così significativa dell'organico di ISPRA devono essere commisurate alla perdita di capitale umano e professionale che l'Istituto subirebbe.
Sono sempre stato un convinto assertore della necessità di finanziare meglio e di più la ricerca italiana, che purtroppo si distingue negativamente dalla media europea, e di attribuirle l'importanza che merita.
Fare questo significa valorizzare anche chi, il mondo della ricerca, lo anima, compresi dunque i precari di ISPRA che oggi rischiano il proprio posto di lavoro.
Confidando nella Vostra immediata mobilitazione e in un cortese riscontro, porgo distinti saluti.
Umberto Guidoni
Deputato Europeo Sinistra e Libertà